Copertina del video: La programmazione per una squadra senior - Marco Crespi - Basketball Stars Camp IN DA HOUSE

In Da House · Speciale programmazione

Programmare la stagione di una squadra senior, con Marco Crespi

Con Marco Crespi · la puntata dura 49:08

Dopo le chiacchierate della quarantena, In Da House è tornato in versione estiva con quattro appuntamenti dedicati alla programmazione: le stagioni non si inventano, e per ottenere risultati bisogna prepararle. In questa puntata l’ospite è Marco Crespi, allenatore che in Italia ha guidato tra le altre Siena, Milano e Casale Monferrato. A presentarlo è Simone Pierich, che con lui a Casale ha giocato sei anni: «ho imparato che le cose vanno fatte in una certa maniera, e quindi vanno fatte bene».

Quanto dura la pre-stagione

La prima domanda è il tempo. L’abitudine di Crespi è sempre stata sei settimane prima della prima partita di campionato. Allungare il periodo, dice, non è un vantaggio: sei settimane bastano.

Ma la stagione comincia prima. Al momento della firma, i giocatori nuovi e quelli confermati vanno valutati non solo con la visita medica ma con il preparatore fisico, che fissa obiettivi e numeri da raggiungere durante le vacanze. Così il primo giorno è un giorno di valutazione, e non si parte con il dubbio «chissà come arrivano». Ogni giocatore, dice Crespi, è un professionista e un imprenditore di se stesso.

Prima il lavoro fisico

Sulle sei settimane la regola è chiara: nelle prime quattro la priorità è il lavoro fisico. Decide il preparatore, anche su orari e riposi, e l’allenatore di pallacanestro si adegua, integrando con il campo il lavoro già svolto. Nelle ultime due si va verso la settimana tipo della stagione.

La visione di gioco, condivisa

Prima del primo allenamento Crespi riunisce la squadra con slide e video per trasmettere la visione: come vorrà far giocare la squadra, cosa si farà in campo. L’obiettivo è che i giocatori si sentano protagonisti, non che scoprano giorno per giorno. Se un suo giocatore, a chi gli chiede su cosa avete lavorato, rispondesse «abbiamo fatto le solite cose», vorrebbe dire che l’allenatore non è riuscito a trasmettere nulla.

Poi un contratto tecnico con ogni giocatore, scritto su un foglietto in tre punti: perché ti ho scelto; le tue aree di autonomia e di responsabilità in campo; il lavoro di squadra, cioè chi può aiutare e in che modo. Nei momenti difficili della stagione non si cercano colpevoli: si torna a quel contratto.

Come si divide l’allenamento

Per i senior Crespi divide nettamente: al mattino il lavoro tecnico, individuale e di piccole collaborazioni, legato al lavoro fisico; al pomeriggio la squadra, con situazioni di gioco 3 contro 3, 4 contro 4, 5 contro 5. Già dal precampionato niente esercizi a coreografia: situazioni di gioco. E niente 1 contro 1 nell’allenamento di squadra: il giovane che deve lavorare su un dettaglio lo fa a parte, in un allenamento extra.

Anche l’idea di gioco parte dal 5 contro 0, non dal 2 contro 0: prima l’idea globale, per esempio cosa vogliamo fare nei primi otto secondi, poi i dettagli a 3 o a 4. Ogni situazione ha un obiettivo principale, e lo staff si divide di conseguenza: se l’obiettivo è l’attacco, il capo allenatore segue l’attacco e l’assistente la difesa. «Se a livello di staff non lavoriamo di squadra, è grottesco pretendere che i giocatori giochino di squadra.»

Ripartire dopo un lungo stop

L’incontro è dell’estate 2020, dopo mesi di pallacanestro ferma. Per Crespi la ripartenza chiede prima di tutto valutazioni individuali, per evitare sovraccarichi e infortuni, e il recupero degli schemi motori e della tecnica individuale, anche con parti quasi di gioco. Le date dei campionati, ragiona, verranno annunciate con almeno quattro settimane di anticipo: c’è il tempo per fare tutto, senza dilatare il lavoro tattico fino a renderlo banale.

Le amichevoli

Ogni amichevole di pre-stagione ha un valore di valutazione e di feedback, anche motivazionale. Quindi niente scuse da «gambe dure»: il giorno prima si fa un allenamento da vigilia, come in stagione. Il numero giusto per Crespi è tra 8 e 10, contro squadre della stessa categoria o di quella superiore. In stagione invece mai: meglio lavorare in palestra. Pierich conferma dal punto di vista del giocatore: le amichevoli in stagione le odiava, perché la testa è già alla partita della domenica.

Lo staff e la squadra

Lo staff ideale: un assistente di campo, un assistente video e il preparatore fisico, ognuno con competenze chiare. Il video conta, ma come selezione: cinque clip per un giocatore possono richiedere ore di lavoro per trovarle.

Sulla costruzione della squadra, si parte dalla visione di gioco e si scelgono persone e giocatori che possano funzionare in quella visione. L’allenatore si adatta alle caratteristiche dei suoi giocatori, ma non può stravolgere la sua idea: è una questione di credibilità.

Sui giovani aggregati, il numero ideale per allenarsi è 12, ma chiamare un ragazzo per lasciarlo fermo al freddo è una mancanza di rispetto. Ai veterani Crespi chiede tutto al massimo, anche se per meno minuti.

Gruppo e squadra non sono la stessa cosa

Il gruppo nasce in modo spontaneo, senza gerarchie, e va avanti anche se qualcuno manca. La squadra è scelta per occupare posizioni precise, con ruoli, responsabilità e un obiettivo esterno: competere. Per questo Crespi non crede alla cena «per fare gruppo», e non entra nello spogliatoio: il luogo della squadra è il campo. Il capitano, aggiungono Crespi e Pierich, è autorevole con l’esempio, non con gli applausi di circostanza dalla panchina.

I punti chiave

  • Sei settimane di pre-stagione bastano, ma la stagione comincia alla firma, con obiettivi fisici per l’estate.
  • Prime quattro settimane: decide il preparatore fisico.
  • Prima del primo allenamento, la visione di gioco con slide e video; con ogni giocatore, un contratto tecnico.
  • Mattino tecnica, pomeriggio squadra; si parte sempre dal 5.
  • Da 8 a 10 amichevoli in pre-stagione, contro squadre di pari categoria o superiore; nessuna in stagione.
  • Gruppo e squadra sono due cose diverse: la squadra si costruisce in campo.

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